martedì 19 novembre 2013

Il biocidio, 2






Per saperne di più 

Il paese dei veleni











ll "miracolo" economico italiano è stato in realtà un disastro. Dietro la favola della crescita e del progresso si è nascosto un sistema industriale che ha avvelenato un Paese intero. La maggior parte della superficie nazionale, insieme alle persone che la abitano, è stata svenduta al profitto, con la complicità della politica. Oggi, che l'Italia non può più ignorare il prezzo troppo caro in termini di vite umane che ha versato e continua a versare; anche le bonifiche si rivelano un grande business. Da Taranto a Napoli, da Rosignano a Brescia, passando per il Lazio e la Sicilia, il libro ripercorre la genesi del fenomeno biocidio che sta uccidendo il Belpaese. E delle comunità che hanno scelto di ribellarsi.
 Il libro-inchiesta "Il Paese dei veleni. Biocidio. Viaggio nell'Italia contaminata", raccoglie diversi contributi per raccontare il biocidio.da Taranto a Napoli, da Rosignano a Brescia, passando per il Lazio e la Sicilia.
Alla Campania dedica un capitolo a parte a cura di Giuseppe Manzo, dal titolo, appunto "Campania: Terra di Biocidio".
E cita il sequestro dell'area di Bagnoli, avvenuto solo sei anni dopo la denuncia da parte dei cittadini per i danni ambientali in atto sull'ex Italsider, mentre sempre a Bagnoli un pentito racconta come il clan Polverino e i Casalesi abbiano sotterrato tonnellate di amianto. Nel 2012 l'Istituto oncologico Pascale di Napoli ha pubblicato uno studio con dati preoccupanti sui casi di tumore del colon retto in provincia di Napoli: "nel triennio 1988-1990 - si legge nello studio Pascale - si riscontra negli uomini un tasso del 17, 1 su 100mila abitanti che nel periodo 2003-2008 sale al 31,3", mentre per le donne si passa da 16,3 a 23.  
A Caserta il tasso è di "19,3 (sempre per 100mila) per i maschi dal 1998 al 1990 e 30,9 dal 2003 al 2008", con "16,4 e poi 23,8 nelle donne". Al contrario, i tassi italiani per lo stesso tipo di tumore e gli stessi periodi presi in esame "sono stabili, passando dal 33 al 35 negli uomini e dal 30,5 al 29, 3 nelle donne". Ma non finisce qui. Sempre secondo quanto riportato nel volume, l'incremento del tasso di mortalità femminile per tumore del polmone è stato superiore al 100% nella provincia di Napoli e al 68% in quella di Caserta.

Su questo tema specifico, da consultare:




Campania, terra di veleni







Nell'e-book "Campania dei veleni" Antonio Giordano (ordinario di Anatomia e Istologia patologica all'Università di Siena e direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine di Philadelphia) e Giulio Tarro (primario emerito dell'Azienda ospedaliera Cotugno di Napoli e chairman della commissione Biotecnologie della Virosfera dell'Unesco) parlano di "Dna bucato e indebolito" dei cittadini campani.
Un'emergenza sanitaria in atto, dunque, connessa a quella dei rifiuti: stando a una ricerca dell'Isde-Medici per l'Ambiente per conto del Comune di Napoli, Chiaiano, Pianura, Bagnoli e Napoi est sono le municipalità ai primi tre posti nella classifica della mortalità per tumore. Si tratta di quei quartieri che hanno ospitato discariche e siti industriali per decenni.




Corrado Augias intervista Emiliano Fittipaldi, autore del libro "Così ci uccidono" sulle morti per l'amianto




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