martedì 11 agosto 2015

Da Santiago a Finisterre




Rivedere dopo quattro anni Praza de l'Obradoiro é stata una grande emozione: sempre una folla festante, molti giovani e molti meno giovani, piccoli gruppi, comitive di boy-scout, di parrocchiani, pellegrini isolati e stremati che espongono le loro piaghe, fedeli e sportivi, ciclisti tedeschi, zaini sbrindellati o supertecnologici sparsi sul selciato, la sorpresa di un gruppo di neri africani, sotto la guida di un gigantesco prete capo tribù, altrettanto nero,
 il solito suonatore della gaita gallega sotto l'arco dall'amplificazione strabiliante, le nobildonne spagnole, dalle cui auto i facchini della vicina posada scaricano bauli su bauli. 


Ma...un piccolo dettaglio ti fa stringere il cuore e ti riporta alla realtà dei nostri giorni: la piazza è presidiata, ai quattro angoli, ma non dalla guardia civil, bensì da militari con il mitra in pugno!
Dopo Santiago mi attende una bella passeggiata di due giorni nella fresca campagna galiziana, passando per Negreira (dal nome evocativo) e Oliveroa. Poi finalmente l'oceano della Costa da Morte, Muxia, il santuario della Virxe dea Barca, andato a fuoco qualche anno fa e prontamente ricostruito, il passaggio sotto la pietra della verità, un enorme masso in bilico, che potrebbe caderti addosso se sei portatore di menzogne.
E dopo cinque giorni di fresco, ma di sole implacabile, l'arrivo alla Praya de Langosteira, alla ricerca vana della tradizionale concha del  pellegrino.

Post correlato: Curiosità dalla Costa da morte


Il santuario Virxe dea barca



Tre diverse vedute di Praya de Langosteira: nessuno in acqua, ovviamente...


Tramonto al Mar de fora, silenzio rovinato da una compagnia di attempati yippies tedeschi che brindano al suono  di un rock aberrante.








Il Porto di Muxia, piuttosto nordico... 



L'agognata  solitudine del pellegrino: niente giornali, nè internet. 


Il museo della pesca di Finisterre, luogo di mirabile essenzialità dove un pescatore dalle straordinarie capacità didattiche e comunicative ti spiega i segreti della pesca  nell'oceano e dove scopri che in Galizia le reti le chiamano sciabbiche, come in Puglia...  



1 commento:

Informazioni

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Parte delle immagini, loghi, contributi audio o video e testi usati in questo blog viene dalla Rete e i diritti d'autore appartengono ai rispettivi proprietari. Il blog non è responsabile dei commenti inseriti dagli utenti e lettori occasionali.